Tempesta di neve e profumo di mandorle – Camilla Läckberg

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Manca poco al Natale, ormai la neve ricopre le strade e i parchi ed il ghiaccio inizia ad impadronirsi dei laghi.
È in arrivo una bufera, lo si vede dal cielo e lo si sente nelle ossa, e cosa si fa nelle notti di tempesta?
Quando fuori il vento soffia forte, l’acqua si trasforma in neve per poi ritrasformarsi in acqua? Si prepara qualcosa di caldo, si legge un libro, si architetta un omicidio…

Tempesta di neve e profumo di mandorle” dona al lettore cinque racconti con l’atmosfera di un inverno rigido, tazze calde di caffè e qualche omicidio… una lettura perfetta per dicembre.

La prima storia in cui ci imbattiamo si intitola “Sognando Elisabeth“:
Malin e Lars sono una coppia in crisi, entrambi si portano dietro un fardello fatto di perdite, sensi di colpa e dolore. Malin lo sa, lo capisce che qualcosa ormai si è rotto, ma prima di lasciare definitivamente quella relazione propone di comprare una barca e partire per i mari del nord.
Una piccola vacanza aiuterà sicuramente a mettere insieme tutti i pezzi che hanno perso per strada, durante i periodi bui che hanno affrontato insieme. Andrà tutto a posto.

– Racconto brevissimo ambientato durante la navigazione dei due, dove la tematica centrale è quello della perdita di qualcosa che si ama e di come questo dolore possa portare alla distorsione della realtà.
Storia troppo breve per godere a pieno la complessità dei personaggi.
VOTO: 3/5

Stromstad spa
Stromstad

Una volta attraccati ci si trova sulla terra ferma e facciamo la conoscenza de “Il Caffè delle Vedove“:
Questo è un localino gestito, con cura maniacale, dalla simpatica Marianne, una signora tonda e occhialuta e dal sorriso bonario.
Questo caffè accoglie i più disparati avventori, sopratutto coppie di un certo tipo, di quelle dove lui sorride poco e lei ha lo sguardo stanco e sempre in allerta, beh, questo caffè ha da offrire un ricco assortimento di dolci e bevande, alcune di queste molto speciali.

– Racconto breve che ho apprezzato particolarmente per la tematica della violenza sulle donne e la vendetta, ma anche qui trattate con superficialità.
Infatti la brevità della storia non rende giustizia a quello che succede e sopratutto al perché. Il tutto viene sfiorato, ma dura meno di una bevuta di un caffè e un morso ad una ciambella zuccherata.
VOTO: 4/5

Nel terzo racconto di troviamo a Fjällbacka e siamo venuti a conoscenza di “Una morte elegante“:
Lisbeth è una donna di mezza età ed ha deciso tornare nel paese di origine per aprire un negozietto di abiti vintage esclusivi. Ed è proprio lì che ha trovato la morte, qualcuno l’ha colpita in testa più volte e l’ha lasciata morente sul pavimento.
La polizia del luogo è alla ricerca del movente e del colpevole e sta scandagliando tutte le ipotesi possibili, grazie anche alle testimonianze delle due figlie della vittima.

– Storia godibile, dove le tematiche sono i classici soldi, i classici debiti ed i classici legami famigliari, ma troppo prevedibile il suo svolgimento.
La causa principale di questa prevedibilità sono gli stessi personaggi, troppo impostati da cadere nel cliché classico delle storie gialle prive di idee originali per creare un minimo di dubbio.
VOTO: 2/5

fjallbacka winter
Fjällbacka

Usciamo dal negozietto vintage di Lisbeth e ci troviamo immersi in una “Giornata infernale” di due personaggi:
Sixten è un ragazzo bullizzato a scuola così come a casa e in questa giornata particolare decide che non ce la fa più a sopportare tutto questo.
Nel contempo ritroviamo il poliziotto Patrik Hedström alle prese con un problema personale che lo costringe ad uscire di casa per prendere un po’ aria.
I due, ognuno distrutto e preso dai personali problemi, si incontrano in una pensilina del bus.

– Racconto sulle connessioni e sul come degli incontri casuali possano cambiare la giornata ed il destino di molti.
Anche qui la tematica del bullismo e dei problemi interni di una coppia vengono trattati molto superficialmente anche se perno scatenante della storia e delle scelte dei due.
VOTO: 3/5

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Fjällbacka

Siamo giunti alla fine di questo viaggio insanguinato nei paesini svedesi e attracchiamo all’isola di Valö dove veniamo travolti da una “Tempesta di neve e profumo di mandorle

Il poliziotto Martin Molin, collega del Patrik che abbiamo già conosciuto, si trova sull’isola per tenere compagnia alla sua ragazza Lisette durante un weekend con la famiglia di lei.
Ci sono proprio tutti, il padre, la madre, il fratello di lei.
La zia, lo zio e i due cugini.
Ed il nonno Ruben Liljecrona, patriarca, e ricco e potetene magnate svedese.
Il clima è festoso, uno splendido albero di natale accoglie gli ospiti e un sontuoso banchetto li riunisce intorno al tavolo durante la cena.
Ma come in quasi tutte le famiglie delle storie gialle, tutti nascondono rancori, segreti e la voglia di prevalere sull’altro per aggraziarsi la benevolenza del patriarca, che durante il brindisi non salverà nessuno dalle sue aspre critiche:
Che branco di incapaci. Mi avete deluso tutti quanti! Avete arraffato, sperperato, svilito tutto ciò che vi ho dato. E sapete cosa vi dico? Adesso basta! Sappiate che non vedrete neanche un soldo dell’eredità! ” queste sono le sue ultime parole  prima di accasciarsi sul tavolo.
È stato avvelenato, dichiara Martin. Il profumo di mandorle è la prova evidente di quanto ipotizzato.
E mentre fuori una tempesta di neve li blocca su quell’isola, gli ospiti si vedono costretti a convivere con la consapevolezza che tra di loro c’è un assassino.

– Racconto più lungo ed interessante di tutta la raccolta, che strizza l’occhio allo stile e alle ambientazioni dei romanzi di Agatha Christie, uno tra tutti “Dieci piccoli indiani”. Abbiamo un gruppo di persone che pur essendo famigliari si conoscono poco e serbano dentro di loro rancori e tormenti. Abbiamo una villa isolata ed un clima contrario. E ovviamente un omicidio e di conseguenza un assassino.
L’atmosfera claustrofobica che si crea durante una narrazione del genere è scontata ed è una scelta sempre vincente.
Con questa storia i personaggi vengono delineati meglio, anche se molti di loro sono troppo enfatizzati e poco sfaccettati nella psicologia.
VOTO: 4/5

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Valö

Finito questo viaggio nel giallo della Regina svedese Camilla Läckberg ecco le mie personali conclusioni.

La raccolta è deliziosa, interessanti sono le tematiche, ma con poca sostanza nella resa finale.
Vuoi perché abituata ai gialli della Christie dove ogni pagina è un colpo di scena, uno stravolgimento ed un ribaltamento della situazione, ma in questa lettura non ho trovato grandi idee.
Le tematiche importanti e delicate sono poco ampliate e le storie sono molto prevedibili a causa di una narrazione che lascia intendere quasi tutto. I personaggi sono poco caratterizzati ed alcuni sono dei cliché viventi.

Nonostante questo non me la sento di bocciarla del tutto perché si sente che sotto la neve qualcosa di maggiore spessore c’è. Oltre alla superficialità della narrazione le storie continuano a balenarti nella mente alla ricerca di risposte e conclusioni accurate. Insomma se non altro il cervello si mette in moto per conto suo, e non l’ho trovato negativo.
Bellissime le ambientazioni nordiche, i paesini ricoperti di neve ed il caffè utilizzato come mezzo di conforto fisico e psicologico.

Mi sento di consigliare questa piccola raccolta a chi vuole trascorrere qualche ora in relax, magari durante le festività natalizie, magari mentre si aspettano i parenti o prima di mettersi a letto. Non è una lettura che richiede concentrazione e non spaventa, quindi perfetta per chi non ha grandi pretese e vuole immergersi in ambientazioni fredde.

Questo romanzo è collegato a due ricette che metterò in questi giorni sul blog.
Il piatto da me cucinato e fotografato riguarda le squisite Polpette Svedesi con purè di patate.

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Stromstad

 

Tempesta di neve e profumo di mandorle
Camilla Läckberg
Marsilio – GialloSvezia
Prezzo Cartonato: 16,00
Disponibile in ebook

Tempesta di Neve, profumo di Mandorle.jpg

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